Combattimenti a distanza ravvicinata: Duca degli Abruzzi

Storia
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Combattimenti a distanza ravvicinata è una serie nuovissima in cui andiamo oltre le statistiche e le strategie delle nostre navi preferite in World of Warships. Unisciti a noi in un percorso di approfondimento su queste autentiche macchine da guerra del passato, per conoscerle meglio e comprenderne la rilevanza storica.


Nella puntata precedente della serie abbiamo raccontato gli eventi della guerra russo-giapponese grazie ai quali l'incrociatore russo Varyag è diventato una leggenda agli occhi di molti.

In questo episodio, parleremo di una nave italiana che tra breve getterà l'ancora in un porto vicino a te: Here is the ship : italy : Duca degli Abruzzi.

 

Duca degli Abruzzi

Nel periodo immediatamente precedente alla Seconda guerra mondiale, l'Italia disponeva di una considerevole flotta da guerra composta soprattutto da incrociatori, di cui 19 in servizio a quell'epoca. Tra questi vi era il Duca degli Abruzzi, considerato il fratello maggiore del Duca d'Aosta: entrambi incrociatori agili e leggeri, avevano un aspetto molto simile, sebbene il Duca degli Abruzzi fosse complessivamente più grande e disponesse di un armamento più potente.

Il Duca degli Abruzzi a grande velocità.


L’incrociatore Duca degli Abruzzi, classe Condottieri, venne impostato nei cantieri navali OTO di La Spezia nel 1933 e due anni più tardi venne varata nel medesimo porto, per poi essere completata nel 1933. E due anni più tardi venne varata nel medesimo porto, per poi essere completata nel 1937. Entrò finalmente in servizio nel 1938, anno in cui si diresse in Spagna per aiutare Francisco Franco a conquistare i territori spagnoli orientali, assieme alla nave Duca d’Aosta, come già spiegammo precedentemente.

La storia del Duca degli Abruzzi, tuttavia, è estremamente legata ad un altro incrociatore: il Garibaldi. Questi, infatti, erano i soli due incrociatori a far parte della classe Condottieri tipo Duca degli Abruzzi, e affrontarono tutte le battaglie assieme come VIII divisione.

Luigi di Savoia, Duca degli Abruzzi (1873-1933)


L'offensiva

Dopo la Spagna, infatti, la nave ammiraglia Duca degli Abruzzi si diresse verso l’Albania nel 1939, con al seguito la Garibaldi, per invadere il paese. Una volta scoppiato il conflitto mondiale le due navi, sotto il comando dell’ammiraglio di divisione Antonio Legnani, affrontarono la Battaglia di Punta Stilo, assieme alla Giulio Cesare e alla Duca d’Aosta.

 

La battaglia iniziò verso le ore 13.30 quando un idrovolante della Ricognizione Marittima avvistò casualmente la flotta britannica.

 

Poco dopo, verso le ore 15, fu proprio l’VIII Divisione degli incrociatori Abruzzi e Garibaldi ad avvistare l’avanguardia nemica formata da quattro incrociatori di sua Maestà. Una volta individuati dai nemici, il Duca degli Abruzzi sparò la prima salva, iniziando ufficialmente quello che venne ricordato come lo scontro nel Mediterraneo con la più alta concentrazione di armamenti navali nella II guerra mondiale. L’Abruzzi, però, in quanto nave da ricognizione, lasciò il campo di battaglia alle 15.30 circa per scortare l’incrociatore Neptune in un posto sicuro, essendo danneggiato.

Il Duca degli Abruzzi fu anche testimone della disfatta della Regia Marina a Capo Matapan nel 1941. Sotto il comando di Sansonetti e di Legnani, la nave riuscì ad evitare il fuoco della Mediterranean Fleet e sopravvivere, in quanto Iachino decise di non spedirla nel vano tentativo di salvare la Pola. Legnani ottenne la croce di ufficiale dell’ordine militare di Savoia nello 1942.

L'Italia ricade

Dopo la sconfitta a Matapan, le navi della Regina Maria iniziarono a farsi sentire sempre meno, cedendo di fatto la supremazia del Mediterraneo alla Royal Navy.

Rimasto in riparazione per alcuni mesi, nel novembre del 1941 il Duca degli Abruzzi tornò in servizio assieme al Garibaldi come scorta per convogli, ma il 22 dello stesso mese fu colpito da un siluro da 457 mm lanciato da un aerosilurante britannico. In effetti, la presenza delle portaerei britanniche nel Mediterraneo durante la Seconda guerra mondiale si dimostrò preziosissima dal punto di vista strategico. Al contrario, l'Italia non mise in campo questo tipo di navi e per questo subì un progressivo isolamento.

In seguito alla firma dell'armistizio dell'8 settembre 1943, che condusse l'Italia fuori dalla guerra, il Duca degli Abruzzi cessò di combattere per l'Italia, passando nelle mani degli Alleati. Con l'armistizio, l'ammiraglio Biancheri, al comando dell'8ª divisione incrociatori da appena un mese, dovette consegnare la nave alla Royal Navy vicino a Malta.

Il Duca d'Aosta e il Duca degli Abruzzi (sullo sfondo) accompagnati da cacciatorpediniere.


L’ottava divisione lasciò Genova per dirigersi verso La Maddalena per seguire la rotta decisa dagli Alleati. Poco prima di fiancheggiare alla costa della Corsica la storia del Duca degli Abruzzi si intrecciò a quella della Roma. Una volta che le divisioni di Bergamini e Biancheri si unirono, infatti, il Duca degli Abruzzi seguì la Roma assieme alla Garibaldi e alla Regolo, diventando così testimone di una delle grandi catastrofi della Regia Marina.

Il 9 settembre, un giorno dopo la firma dell'armistizio, l'esercito tedesco, venuto a sapere della defezione della flotta italiana, decise rapidamente di attaccare la flottiglia delle navi da guerra ex alleate per impedire a qualsiasi costo che la Royal Navy prendesse il controllo di una simile potenza di fuoco navale. Nello scontro a fuoco che seguì, i bombardieri tedeschi affondarono la nave ammiraglia Roma, uccidendo l'ammiraglio in carica.

Con l’affondamento della Roma, Biancheri pensò che dopotutto era meglio affondare il Duca degli Abruzzi. Il nuovo Comandante Oliva, che sostituì il deceduto Bergamini dopo l’affondamento della Roma, obbligò quindi Biancheri ad attenersi agli ordini superiori e quindi consegnare le navi. E le altre sue navi ma, come disse Sansonetti poco tempo prima:

 

“Cosa ti costa di più? Portare le navi al largo e affondarle salvando gli equipaggi oppure partire per Malta? La via del dovere è, naturalmente, la più aspra”

 

Verso la fine della guerra

Dopo il cambio al comando per servire la causa degli Alleati, il Duca degli Abruzzi fu impiegato nell'Atlantico per pattugliare le rotte dei rifornimenti degli Alleati contro i raid tedeschi e nel 1946, a guerra ormai finita, scortò il re d'Italia in esilio in Egitto.

Successivamente, la nave entrò a far parte della marina della neonata Repubblica italiana e fu impiegata come nave scuola. Fu smantellata nel 1961.

 


Il Duca degli Abruzzi rivive in World of Warships

Suggerimenti di gioco

  • Gli armamenti principali dell'Abruzzi riflettono fedelmente la controparte reale sia per quanto riguarda l'ottima gittata, sia per la distruttività dei cannoni da 152 mm montati su torrette da tre o due cannoni.
  • È necessario approfittare il più possibile di tale gittata, poiché la corazza di questa nave non è fra le più resistenti nelle situazioni di combattimento ravvicinato.
  • L'armamento di siluri, dotato di sei tubi, rappresenta un'ottima alternativa all'artiglieria, soprattutto considerando gli eccellenti archi di fuoco. I siluri hanno una gittata di 12 km, la più lunga tra gli incrociatori del medesimo livello.
  • I consumabili giocano un ruolo importante per i capitani dell'Abruzzi, in quanto consentono di eccellere nei ruoli di supporto con il Fuoco difensivo e la Ricerca idrofonica, nonché di specializzarsi negli scontri a lunga distanza grazie all'accesso a un Velivolo da ricognizione e alla Squadra di riparazione.

 

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